16/04/2008

Of sexual offenders: relazioni evento 16.04.08

«Sexual offenders » Relazioni e notizia del congresso internazionale  svoltosi a  Roma 14-16 aprile 08

I crimini sessuali spiccano notevolmente tra i reati commessi nel mondo e continuano ad incrementare anche in Italia. Parte di questo dato è senza dubbio dovuto all’aumento delle denunce (sino a pochi anni fa tali crimini e molestie spesso non venivano denunciati per vergogna o paura), ma è evidente anche il fatto che il fenomeno non riesce ad essere arginato perchè, in carcere, il criminale sessuale sconta una pena al termine della quale troppo spesso non è stato efficacemente riabilitato né rieducato, né, tanto meno, curato. In questo modo, il sex offender tende a recidivare incessantemente nel suo comportamento aberrante. Recenti studi sul comportamento sessuale violento hanno individuato alcuni fattori comunemente associati al reato (Marshall, 1996; Polaschek & King, 2002). Gli aggressori sessuali hanno dimostrato: ·       una scarsa capacità di stare in intimità ·       un alto grado di solitudine ·       difficoltà nelle relazioni sociali ·       carenti strategie di coping anche dal punto di vista sessuale ·       distorsioni cognitive (errori di pensiero) ·       scarsa empatia nei confronti della vittima ·       attaccamento disfunzionale; ·       bassa stima di se stessi. Nel 1984 Abel e altri rilevarono nei sex offender una predominanza di credenze atipiche sul sesso e sugli ‘abusati’: minimizzavano la colpa per ciò che avevano commesso e perseveravano nel loro comportamento antisociale senza particolare stress. Furono così i primi a porre l’attenzione verso i contenuti cognitivi dei sex offenders e dai loro studi merse una ‘sessualizzazione’ della vittima e una percezione della stessa come di un partner sessuale consenziente. Ad oggi, in Italia, non esistono ricerche esaustive sull’argomento, non si conosce in modo approfondito quale sia la presenza sul territorio di potenziali sex offender, né la genesi dell’aggressione sessuale, ovvero come “maturino” in una persona fantasie sessuali devianti e la determinazione a metterle in atto, a costo di procurare un danno rilevante nella vita della vittima. Un primo passo è stato fatto però a Roma in questi giorni (13-16 Aprile 2008) con il congresso internazionale organizzato dall’ European Federation of Sexology dal titolo “Of sexual offenders”. Tra gli esperti Italiani sono intervenuti Tonino Cantelmi, Maria Beatrice Toro, Antonio Violo, Tiziana Corsini, i quali hanno presentato una ricerca promossa dall’Istituto di psicologia cognitivo-comportamentale e psicoterapia (www.arpci.it - www.federpsi.it) di Roma. Le loro innovative proposte e il dettagliato caso di “Mr. L.” hanno attirato l’attenzione degli esperti, dei media e delle persone coinvolte. La medicina e la psicologia possono offrire strumenti efficaci in tale senso: il sex offender presenta, infatti, un complesso quadro patologico, caratterizzato da anomalie biologiche, squilibri della personalità, disturbi psichiatrici, sui quali si può intervenire. È necessario trattare queste persone attraverso un modello che prevede la collaborazione di esperti nelle diverse discipline mediche e psicologiche, nonché di specialisti nell’intervento sociale, approntando un protocollo specifico per le diverse fasi dell’approccio al problema. Per maggiori informazioni www.federpsi.it  - - -  www.arpci.it _____________________________________   OF SEXUAL OFFENDERS scarica le relazioni  di Tonino Cantelmi, Maria Beatrice Toro, Antonio Violo, Tiziana Corsini

 

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