06/11/2018

Dare fiducia e responsabilità

Fonte: RomaSette del 4/11/2018 - Pianeta Giovani Rubrica a cura di Tonino Cantelmi

Ci si può fidare dei giovani? Possiamo attribuire ai giovani responsabilità e fiducia? Secondo Papa Francesco sì. «Papa Francesco ha fiducia nei sogni dei giovani, è convinto che sono capaci di fare cose molto grandi, attraverso la loro testimonianza e la cura della casa comune», così riferiva l’agenzia Sir qualche giorno fa in occasione dell’incontro, organizzato dalla Congregazione per l’educazione cattolica, tra i 34 ragazzi presenti come uditori al Sinodo sui giovani e i 267 padri sinodali, ai quali si sono aggiunti migliaia di studenti provenienti soprattutto dagli atenei romani.
D’altro canto, come scrive Vincenzo Anselmo sul numero di Civiltà Cattolica del luglio 2018, quando il profeta Geremia, davanti alla missione che Dio gli affida, si ritrae adducendo la sua giovane età («Ecco io non so parlare perché sono un ragazzo», utilizzando la parola ebraica na’ar, cioè un non adulto), Dio stesso risponde perentoriamente: «Non dire: sono giovane!» e lo catapulta nella missione. Insomma i criteri di scelta di Dio non riguardano l’età anagrafica e tutto sommato neanche il curriculum. Si pensi a Davide, il più piccolo (e insignificante) dei figli di Iesse, che Dio sceglie al posto di Saul, forte, bello, alto, coraggioso e nel complesso un gran re. «Tu sei un ragazzo (na’ar)», dirà Saul di
Davide che voleva sfidare Golia! E anche Salomone, si sente un “piccolo ragazzo” quando Davide morente gli assegna il compito di condurre il regno paterno: «Ora Signore, mio Dio, tu hai fatto regnare il tuo servo al posto di Davide, mio padre. Ebbene io sono solo un piccolo ragazzo (na’ar)…concedi al tuo servo un cuore che ascolta…».
E oggi assistiamo ad una straordinaria inversione del flusso del sapere: milioni di adulti ed anziani popolano il mondo web in gran parte costruito e inventato da ragazzini. Si pensi al social ancora più frequentato, Facebook, abitato da quasi due miliardi di persone e inventato da un ragazzino, oggi miliardario, in una notte in cui era ubriaco (lo sappiamo perché mentre inventava FB scriveva contemporaneamente in un blog le sue vicende), rancoroso e triste perché tutto sommato era un disadattato incapace di inserirsi nel suo scintillante college.
Bellissime le parole di Papa Francesco nella sua Lettera ai giovani: «Un mondo migliore si costruisce anche grazie a voi, alla vostra voglia di cambiamento e alla vostra generosità… Pure la Chiesa desidera mettersi in ascolto della vostra voce, della vostra sensibilità, della vostra fede; perfino dei vostri dubbi e delle vostre critiche. Fate sentire il vostro grido, lasciatelo risuonare nelle comunità e fatelo giungere ai pastori. San Benedetto raccomandava agli abati di consultare anche i giovani prima di ogni scelta importante, perché “spesso è proprio al più giovane che il Signore rivela la soluzione migliore” (Regola di San Benedetto III, 3)».